Grande chiusura di stagione al Verdi di Gorizia: “Gaber – Mi fa male il mondo” con Neri Marcorè
Sarà uno degli spettacoli attesi della stagione a chiudere il cartellone del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Gorizia. Giovedì 23 aprile alle ore 20.45 andrà in scena “Gaber – Mi fa male il mondo”, con Neri Marcorè, per la regia e drammaturgia di Giorgio Gallione.
Prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano e dal Teatro della Toscana – Teatro Nazionale, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber e il Centro Servizi Culturali Santa Chiara, lo spettacolo rappresenta un nuovo e maturo ritorno all’universo artistico di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, tra i protagonisti più lucidi e originali della scena culturale italiana.
Sul palco, Neri Marcorè – interprete da tempo legato al repertorio gaberiano – è affiancato da quattro giovani pianisti, Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri, che danno vita, sotto la direzione musicale di Paolo Silvestri, a una partitura originale per quattro pianoforti, trasformando la scena in una vera e propria orchestra.
Lo spettacolo riporta al centro il teatro canzone, la forma espressiva ideata da Gaber e Luporini, che unisce musica e parola in una riflessione continua sul presente. Attraverso brani celebri e testi meno noti, prende forma un percorso che attraversa i temi più profondi della loro produzione: identità, libertà, partecipazione, coscienza civile.
“Gaber – Mi fa male il mondo” è un’esplorazione dell’universo creativo, narrativo ed etico di due autori che, con ironia e lucidità, hanno saputo raccontare le trasformazioni della società e dell’individuo. Il loro sguardo, mai autoassolutorio, continua oggi a interrogare il pubblico con una sorprendente attualità, restituendo pensieri e intuizioni che conservano una forza espressiva intatta.
Lo spettacolo nasce dalla volontà di tornare alle radici di questo linguaggio teatrale, recuperandone la profondità e rielaborandolo con uno sguardo contemporaneo, in una forma musicale rinnovata, essenziale e intensa, capace di restituire tutta la vitalità di un repertorio che continua a parlare al presente.
Con questo appuntamento si chiude la stagione 2025/2026 del Teatro Verdi, affidando il finale a uno spettacolo che unisce musica, parola e pensiero in un’esperienza teatrale capace di coinvolgere, emozionare e far riflettere.
L’attività del Verdi, tuttavia, non si esaurisce qui e proseguirà con VerdidEstate, la rassegna estiva riservata a bambini e famiglie che sarà svelata prossimamente.
