Al Teatro Verdi di Gorizia arriva “Mephisto – Romanzo di una carriera”
Giovedì 5 marzo alle ore 20.45, il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Gorizia ospita “Mephisto – Romanzo di una carriera”, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Klaus Mann, tra i testi più lucidi e inquietanti del Novecento europeo. L’appuntamento rientra nella sezione Prosa della stagione teatrale e porta in scena una riflessione intensa e attualissima sul rapporto tra ambizione personale, responsabilità morale e potere.
Lo spettacolo, con adattamento di Andrea Baracco e Maria Teresa Berardelli e regia di Andrea Baracco, vede protagonista Woody Neri, affiancato da Giuliana Vigogna, Gabriele Gasco, Rita Castaldo e Samuele Finocchiaro, con la partecipazione vocale di Lino Musella.
Ambientato nella Germania che scivola verso la Seconda guerra mondiale, Mephisto racconta la parabola di un attore disposto a tutto pur di continuare a calcare il palcoscenico. La sua ascesa artistica si intreccia progressivamente con il consolidarsi del regime nazista, trasformando il successo professionale in un compromesso sempre più profondo con il potere. Il protagonista diventa così il simbolo di una società che si adatta, cede e si piega, interrogando lo spettatore su domande ancora oggi urgenti: fino a dove siamo disposti a spingerci per realizzare noi stessi? Cosa siamo pronti a sacrificare?
La regia di Andrea Baracco – tra le voci più interessanti della scena teatrale italiana contemporanea – restituisce la complessità del testo attraverso una messinscena visionaria e stratificata, capace di coniugare tradizione e sperimentazione. Il risultato è uno spettacolo visivamente magnetico e profondamente inquieto, in cui teatro, storia e coscienza individuale si intrecciano continuamente.
In Mephisto convivono infatti due livelli narrativi: quello del romanzo, racconto di opportunismo e caduta morale, e quello della storia editoriale dell’opera stessa, a lungo censurata e osteggiata per le evidenti allusioni a figure reali del regime nazista. Il teatro diventa così il luogo privilegiato per riaprire una riflessione sul ruolo dell’artista nella società e sulla responsabilità delle scelte individuali nei momenti di crisi storica.
