LA VARIANTE DI LÜNEBURG – L’omaggio a Paolo Maurensig e Milva il 14 gennaio al Verdi di Gorizia
Andrà in scena mercoledì 14 gennaio alle 20.45 al Teatro Verdi di Gorizia La variante di Lüneburg – fabula in musica, omaggio speciale a Paolo Maurensig e Milva, entrambi scomparsi cinque anni fa. Si tratterà di una versione più intima rispetto a quella che debuttò nel 2007, tratta dal romanzo di Maurensig che curò adattamento teatrale e testi delle canzoni, con musiche originali di Valter Sivilotti. Riprende così vita il grande testo dell’autore goriziano.
Questo riallestimento di ARTISTIASSOCIATI per GO! 2025 Capitale Europea della Cultura, che andrà in scena in prossimità della Giornata della Memoria, conta sulla trascrizione “storica” firmata dallo stesso Maurensig, autore anche dei testi delle canzoni, che tanta parte hanno nell’economia della messa in scena. Walter Mramor e Kledi Dibra interpretano le parti recitate e restituisce sulla scena con impalpabile vibrazione le emozioni del testo fondato su un lungo flash back mentre la voce di Franca Drioli si inserisce con i brani musicali originali. E’ inevitabile un sentito omaggio a Milva immensa protagonista della prima edizione, che debuttò in scena nel 2007.
BIGLIETTI
L’accesso allo spettacolo è gratuito previa prenotazione direttamente presso la biglietteria del teatro Verdi negli orari di apertura (Lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 17 alle 19; mercoledì e sabato 10.30-12.30) oppure al telefono 0481/383601 o via mail info.teatroverdigorizia@gmail.com
LA “VARIANTE”
La variante di Lüneburg, celeberrimo romanzo del goriziano Paolo Maurensig, viene pubblicato da Adelphi nel 1993 diventando il caso letterario dell’anno. Attraverso la metafora del gioco degli scacchi, racconta gli orrori dell’olocausto e diventa in breve tempo un best seller internazionale tradotto in tutti i paesi del mondo, compresi Cina e Giappone. Il progetto teatrale prende il via dall’assenso dell’autore a trasporre in “fabula in musica” il suo romanzo d’esordio. La produzione ha previsto la riscrittura del testo da parte dello stesso Maurensig sia della parte narrata, con l’intervento di Walter Mramor, che delle canzoni.
LA TRAMA
Nel giardino di una splendida villa nei dintorni di Vienna, in mezzo ad una grande scacchiera di marmo e ardesia posta al centro di un labirinto di piante giace, immerso nel suo stesso sangue, il corpo del facoltoso proprietario. Un colpo di pistola ha messo fine alla sua vita. Omicidio? Suicidio? Disgrazia? Ancora una volta il gioco degli scacchi assurge a metafora della crudeltà umana, della lotta perenne tra il bene e il male.
“Quale amore o compassione si può provare per un pezzo di scacchi sacrificato al gioco?”. La battuta di Frisch, uno dei personaggi centrali de La variante di Lüneburg potrebbe senz’altro apparire di primo acchito, condivisibile: non c’è rischio, non c’è responsabilità… perdere una pedina sulla scacchiera significa rifarsi alla mossa successiva; nel peggiore dei casi, perdere quella partita e dover convincere l’avversario a concedere una rivincita.
Ma se la metafora della partita a scacchi assume un significato diverso, crudele e sconcertante, allora il gioco non è più leggero. È quanto ha immaginato lo scrittore goriziano Paolo Maurensig nel suo La variante di Lüneburg, pubblicato nel 1993 e divenuto in breve un best seller internazionale. Intrecciando la passione per il gioco degli scacchi a un climax da libro giallo, e a una riflessione invece molto profonda su uno dei periodi più bui della storia dell’umanità, com’è stato il nazismo, Maurensig si è rivelato al mondo: il suo romanzo, molto corteggiato dal cinema e dal teatro, è rimasto a lungo lontano da tali dimensioni, per volere dello stesso autore, che non ha mai nascosto di guardare con sospetto a qualsiasi “traduzione altra” rispetto alla complessità della pagina letteraria.

